Giuseppe Verdi

Piccole storie d'autore. Cibo, vino & buona musica.

E’ la festa di san Donnino, il 10 ottobre del 1813.  Per le vie di Le Roncole, piccola frazione di Busseto, in provincia di Parma, si aggira un gruppo di suonatori girovaghi. In una modesta casa colonica adibita a posteria, Carlo Verdi gestisce una osteria in cui si preparano pasti per i viandanti e i passeggeri delle diligenze. Alle otto di sera nasce suo figlio Giuseppe. Grandi sono l’amore e l’attenzione che il grande compositore dimostra nei confronti della terra e dei suoi prodotti. Nei libretti verdiani abbondano locande, taverne, osterie, ostesse, osti, banchetti, brindisi.
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Come si può pensare a Sir John Falstaff senza l’Osteria della Giarrettiera?
Il secondo atto de La forza del Destino inizia con una cena in una taverna.

Nel 1848 Giuseppe Verdi si trasferisce nella sua villa di S. Agata , a pochi chilometri da Busseto e qui ama ricevere amici e colleghi. E’ goloso e amante della buona tavola. Nella sua cucina luccicano pentole di rame, stampi, bricchi, forme.
La moglie Giuseppina in una lettera svela a Camille Du Loche, impresario dell’Opèra di Parigi, la ricetta di un risotto che a Giuseppe riesce particolarmente bene.

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