Locanda Pincelli

Incontro tra le generazioni. La comunità che muta preservandosi

Alcuni elementi rimangono come testimonianza del passato: vecchie botteghe protette da enormi imposte di legno, le grandi colonne del Palazzo del Governatore di cui una delle botteghe divenne il Circolo Operaio ed ora Locanda Pincelli. Restano anche alcune usanze, i luoghi di ritrovo, le feste di paese, gli amici che si riuniscono per suonare insieme le canzoni di una volta (alcuni sono davvero personaggi mitici che, a descriverli brevemente, ho paura di sciuparli, di non rendere loro l’onore che meritano) il giocare a carte, un buon piatto e un bicchiere di vinogenuino. Elementi che sembrano costantemente sotto “minaccia”.
Un impegno costante da parte delle istituzioni italiane,sentito soprattutto come un obbligo morale per preservare la bellezza, per mantenerla intatta nel tempo: questo ci si aspetta.

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Per un avventore occasionale la Locanda Pincelli può sembrare un luogo fuori dal tempo, di quelli antichi e rari. Se l’avventore riesce e trovarlo d’inverno, in mezzo alla selva oscura, in mezzo ai banchi di nebbia ,ha l’idea della scoperta. E’ un luogo dove i giovani ascoltano i vecchi e insieme formano la comunità, una comunità che muta preservandosi, che si perde e si ritrova sempre. Selva, per me, è come la farfalla Vanessa che va a trovare l’amico fonico Alessandro Zagatti, alle sei di sera,durante il mese di Luglio per la manifestazione Selva in Jazz. La farfalla si appoggia sul microfono montato sul palco, si fa bella mentre la osservi e poi, leggiadra se ne va. Tutto in un attimo, un battito d’ali e la bella nottata a Selva Malvezzi è passata. Ma presto tornerà un altra Vanessa…

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La famiglia Draghetti gestisce la Locanda Pincelli con grande gusto rendendolo il posto adatto per bere un buon bicchiere di vino “Rosso Pincelli”, fare una partitina a carte o semplicemente a leggere il giornale oltre che sedersi a tavola e gustare la cucina.
Il postino Pincelli, tutto avvolto nel suo tabarro, dall’alto dell’insegna della Locanda ride e approva. Buon vino … non mente.

 

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