OLIVER TWIST di Charles Dickens

Osterie letterarie. In vino veritas.

“Nell’oscura sala di un’infima taverna della più sudicia parte di Little Saffron Hill, covo ignobile e triste, in cui durante l’inverno una fiamma di gas, ardeva tutto il giorno e dove non aveva mai brillato un raggio di sole durante l’estate, un uomo stava seduto davanti a un piccolo boccale di stagno e a un bicchierino, assorto nei propri pensieri ed esalante un forte odore di liquori.”

E’ qui, in questa taverna, che incontriamo per la prima volta Bill Sikes che dallo stesso Dikens viene descritto “robusto, sui trentacinque anni, con una giacca di velluto nero  e calzoni al ginocchio molto sudici…”. Un ragazzo apre gli occhi e scopre il mondo.

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“Sul muro di una casa , Oliver vide scritto in grosse lettere: Hampton. Entrarono in una taverna dall’insegna mezzo cancellata, e vi desinarono in cucina, accanto al focolare. La cucina era una vecchia stanza bassa , con una grossa trave nel bel mezzo del soffitto, e delle grandi scranne accanto al camino, sulle quali sedevano, bevendo e fumando, parecchi operai in camiciotto.”

L’ingenuo Oliver Twist attende la notte insieme al perfido Sikes per realizzare un furto con scasso ideato a sua insaputa.

“ I Tre Storpi o, meglio, gli Storpi , come più familiarmente era nota ai suoi clienti, era quella stessa taverna nella quale abbiamo avuto occasione di trovare Sikes e il suo cane. La stanza era illuminata da due lumi a gas, il cui chiarore non poteva essere scorto dal di fuori, perché le imposte , protette da cortine di un rosso stinto, accuratamente tirate, erano sbarrate. Il soffitto era dipinto in nero…”

Un ragazzo apre gli occhi e scopre il mondo.

Oliver è “meravigliato del gran numero di osterie, di caffè e bottiglierie” che trova a Barnet, prima tappa della sua fuga verso Londra dove, aveva sentito dire, “ un ragazzo sveglio non muore mai  di fame”.

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