Il postiglione

Vicolo del Teatro di Ferrara. Muri di pietra, travi a vista, volte basse, luci soffuse

Risalendo corso Martiri della Libertà, centro città a Ferrara, si passa davanti alla Cattedrale. Sulla porta, a destra, è scolpita in marmo l’immagine di una fanciulla troiana dal nome Ferrara. Sembra che da lei abbia avuto origine il nome della città. A Ferrara è consigliato gironzolare da soli per il centro dove è facile sentire una storia …
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Svoltando a sinistra arriviamo a P.zza Castello e nelle sere umide e nebbiose, se si chiudono gli occhi, sembra di sentire il cigolio del ponte levatoio che si abbassa. Il fossato è pieno di acqua verde scura e nella parte più bassa del castello si intravedono le grate delle celle in cui venivano rinchiusi i prigionieri. Poi, con la facilità con cui la mente umana passa da un estremo all’altro, mi muovo ancora avanti e indietro sul sentiero ciottolato del tempo, fino circa all’ora di cena, giro l’angolo e raggiungo il Postiglione, una trattoria piccolissima dietro al Teatro Comunale.

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Muri di pietra, travi a vista, volte basse, luci soffuse e un buon piatto di cappellacci di zucca al ragù, proprio come vuole la tradizione, per chi la sa “immaginare” prima che “riconoscere”.

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