Il silenzio del cantautore

Al Korova Milk Bar di Ferrara, la rassegna dei concerti in acustico. Intervista all’ideatore Giacomo Marighelli.

Come raccontare la magia della rassegna che Giacomo Marighelli (Margaret Lee) si è inventato per il Korova Milk Bar, già mitica “casa delle arti” di una “bella e addormentata” Ferrara?
Si spengono i microfoni, gli amplificatori, i mixer, le casse,  si smonta la batteria, si spengono i cellulari, si chiudono i registratori, si abbassano le voci, si riempiono i bicchieri e poi si sorseggiano lentamente… Tutto si spegne e rimane l’artista fuori dal suo mito. L’uomo che è abituato ad armarsi di elettricità stasera ha deciso di spogliare la sua anima per mostrarla al pubblico “nuda”, chitarra e voce. Musica acustica quindi  “per ricondurre il cantautore alla sua origine, alla sua autenticità”.

Pertiamo dal principio: se ti trovi in mezzo a passeggiare nel centro di Ferrara, in mezzo alle viuzze medievali che circondano il  centro storico della città e sei in mezzo ad una fitta coltre di nebbia, così fitta che ti fa pensare di essere l’unico rimasto vivo (o forse di essere tu stesso ormai nell’aldilà)  puoi stare sicuro che uno dei luoghi caldi che accolgono il viandante perso è in via Croce Bianca, 51  e si chiama Korova Milk Bar. Il locale è da tanti anni, grazie ai fratelli Brondi, un punto di ritrovo fondamentale per la città.
Tanti artisti hanno partecipato con entusiasmo alla rassegna “il silenzio del cantautore”; Flavio Giurato, Giorgio Canali, Federico Fiumani dei Diaframma, Max Manfredi, Hugo Race solo per citarne alcuni (molti di loro si sono trovati a fronteggiare per la prima volta una situazione completamente acustica!).

L’ideatore del progetto “Il Silenzio del Cantautore” è Giacomo Marighelli, un agitatore culturale, chitarrista sperimentale, cantautore, scrittore, appassionato di Psicomagia e molto alto.
Zitti zitti, il concerto sta per iniziare!  Ciao Giacomo, come è nata questa rassegna senza amplificatori?

Nasce tutto dalla mia esperienza personale. Mi ritrovavo a tenere dei concertini in tanti tipi di luoghi diversi, spesso anche piccoli quindi ero già in acustico o quasi. A volte anche posti poco adatti alla musica (addirittura a cercare di sovrastare con la voce il rumore dei ragazzi che giocano a calcino), questi posti “estremi” per me sono contemporaneamente posti  bellissimi perché sei accolto come nel salotto di casa tua. Allora mi sono detto: perché non proporre questa esperienza ad altri artisti?
Questi “momenti acustici”mi hanno portato a credere a quanto è importante trasmettere l’arte nella propria naturalezza, senza schema, senza maschera, senza barriere, senza.. antipanico.

E il pubblico ha reagito subito con (silenzioso) entusiasmo!

Mi piaceva l’idea che uno spettatore qualsiasi entrasse nel locale e si trovasse in mezzo allo spettacolo senza palco, magari davanti al suo artista preferito, oppure anche un artista poco noto, che sta portando letteralmente la sua musica “in mezzo alla gente”.

Perché il Korova Milk Bar?

Il Korova Milk Bar mi ha sempre accolto come nel salotto di casa propria. Da adolescente ero un cliente fisso, dopo ho smesso di bere … e di frequentare locali.   Ferrara ha vari locali, questo posto, gestito dai  fratelli  Brondi (all’inizio c’era anche Vasco, Le Luci Della Centrale Elettrica), mi è sembrato il luogo adatto per realizzare il progetto Il silenzio del cantautore sia per come è conformato, sia per il clima che qui già esiste.  Quando l’ho proposto ai fratelli Brondi, essi hanno accettato con entusiasmo ma io non pensavo che il progetto avrebbe ricevuto così tanti consensi, infatti doveva essere composto solo da quattro serate e invece è  dal dicembre 2016 che a periodi alternati ci dedichiamo alla rassegna.

Non resta che invitare le persone a partecipare a questa esperienza atipica.

“Esperienza comune” è il termine che preferisco. La musica serve per unire, la musica come l’arte in genere, deve avere uno scopo benefico, aiutare la collettività, sennò è egoista!

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