TOM JONES di Henry Fielding

Osterie Letterarie. In vino veritas

“…l’oste onesto e benintenzionato espone in genere una lista delle pietanze, a cui tutti, appena entrati nella taverna, possono gettare uno sguardo…”.
Lo scrittore inglese Henry Fielding inizia il LIBRO I del suo romanzo The History of Mr. Tom Jones, a Foundling , pubblicato nel 1749, paragonando l’autore al “padrone d’una taverna aperta a chiunque paghi”.
“ Avevano percorso appena due miglia quando scoppiò un violento acquazzone; e, siccome il caso volle che fossero in quel momento a poca distanza da un’osteria, Partridge pregò vivamente Jones d’entrarvi per aspettare che si calmasse la pioggia. La fame è una nemica…E ben presto si vide arrivare in tavola un ottimo filetto di porco freddo…”.
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Tom Jones è un tipo esuberante, orgoglioso, ribelle, energico, irruente, ingenuo e violento, compiacente con le donne, viene spesso coinvolto in avventure di ogni genere ma rimane pur sempre un animo generoso.
Il signor Partridge è lo spiritoso compagno di vagabondaggio di Tom.
“ In Italia gli osti sono silenziosi; in Francia più comunicativi, ma ancora educati; in Germania e in Olanda sono in genere piuttosto impertinenti. Quanto alla loro onestà, credo sia press’a poco uguale in tutti i paesi.”
E’ il misterioso vecchio Uomo della Montagna, altissimo e con una lunga barba bianca come la neve che conversa con Jones esponendogli le osservazioni sugli uomini, gli unici con cui era stato in contatto, che aveva fatto durante il corso dei suoi viaggi.
La storia di Tom Jones si svolge sullo sfondo settecentesco dell’Inghilterra rurale, all’inizio nel Somersetshire, poi lungo la strada per arrivare a Londra per concludersi proprio qui.
Lungo la strada sono collocate numerose locande che diventano spesso postriboli.

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